Sambughetti – Campanito

Sui monti più alti della provincia di Enna, nel territorio dei comuni di Nicosia e Cerami, si stende la grande Riserva Naturale Orientata dei Monti Sambughetti e Campanito. Questa vasta area protetta venne istituita a protezione di un relitto di faggeta e dei laghetti della contrada Campanito ed ospita, tra l’altro, il bellissimo bosco della Giumenta, diverse zone umide, tra i quali un laghetto posto a oltre 1350 metri di altezza sul livello del mare e una delle più alte sugherete del Mediterraneo, la Suvarita di Monte Coniglio. Tra le rocce della contrada San Martino si intuisce un acquedotto medievale, mentre dall’alto della cima di Rocca Campanito, raggiungibile mediante i resti di un’antica scala, si possono vedere i grandi cerchi di pietrame che un tempo servivano per coprire i cumuli di neve che in estate avrebbero garantito la provvista di ghiaccio ai paesi della valle. Tra gli alberi c’è persino un roccione scavato a mano per ottenere una spartana ma calda abitazione, la Grutta dé nivarula, la grotta dei nevaioli che salivano in montagna per effettuare la raccolta della neve. Nelle immediate vicinanze si possono visitare:

- Nicosia con il suo tessuto urbano, ricco di chiese e palazzi baronali. La città tra l’altro conserva un eccezionale quattrocentesco soffitto ligneo dipinto, vanto della chiesa di San Nicola che custodisce pure un crocifisso di fra Umile da Petralia, un’imponente pala d’altare di Antonello Gagini e un Crocifisso in “cartone romano” nella basilica di Santa Maria Maggiore, un vasto ciclo di affreschi di Guglielmo Borremans nella Chiesa di San Vincenzo Ferreri ed una grandiosa pala d’altare di Gaspare Bazzano, Lo Zoppo di Gangi, nella chiesa dei cappuccini.

- Il castello di Sperlinga, antica fortezza scavata nella roccia. Una ripida rampa di scale intagliata nella roccia, conduce alla porta d’ingresso, che conserva tracce dell’originario ponte levatoio. Oltrepassato il vestibolo, ci si trova di fronte ad un portale nel cui arco è posta l’epigrafe : “Quod siculis placuit sola Sperlinga negavit “, che ricorda la fedeltà dei signori del castello agli angioini durante la Guerra del Vespro. Attraversati una serie di ambienti, alcuni dei quali scavati nella roccia, si giunge al piazzale ovest, in cui si trovano i ruderi della chiesetta di san Luca.