Rocche dell’Argimusco

Il sito megalitico dell’ Argimusco si estende su un vasto pianoro posto a 1200 m.s.l.m., al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani, nei pressi di Montalbano Elicona (Me), grazioso paesino medievale in provincia di Messina, ed a poche centinaia di metri dal Bosco di Malabotta, oggi Riserva Naturale Orientata. Il panorama che si gode, una volta giunti in quota, è stupefacente. A fare da cornice ai menhir che si ergono su questo pianoro, che sembrano riprodurre sagome di volatili e volti di pietra, si dispongono a nord le Isole Eolie, a sud la Valle dell’Alcantara e l’Etna, ad ovest Capo Calavà e più in fondo Cefalù, ad est il Capo di Milazzo e l’approssimarsi dello Stretto di Messina ed ancora più a Sud-Est l’inconfondibile profilo della Rocca di Novara di Sicilia.

Quello dell’Argimusco è probabilmente l’unico esempio di sito megalitico in Sicilia. Qui, in epoche remote, sarebbe stata localizzata una di quelle rare aree adibite alla celebrazione di riti primordiali o all’osservazione degli astri e dei cicli delle stagioni.

Sembra che già nel periodo preistorico ci fosse la presenza umana all’Argimusco. Probabilmente fu abitato dai “Giganti”, prima popolazione della Sicilia, uomini robusti ed altissimi che praticavano la pastorizia e che preferivano abitare su delle alture, per paura del diluvio vissuto anni prima dai loro avi.

Il nostro itinerario parte dal Villaggio di Morfia, uno dei villaggi costruiti durante la riforma agraria del 1954, e prosegue in direzione nord, fino ad innestarsi sulla sterrata che, seguendo la cresta nebroidea, collega Sella Mandrazzi a Piano Polverello. Attualmente, la vecchia strada sterrata è stata notevolmente ampliata e viene utilizzata dai mezzi usati per la costruzione di un parco eolico. Arrivati al Bosco di Malabotta, si prosegue sulla strada asfaltata che, dopo qualche chilometro, arriva alle Rocche dell’Argimusco.

Per il ritorno, si riutilizza lo stesso percorso, fino al bivio di Monte Paulera. Da qui, si prosegue sulla strada di sinistra che, dopo diversi chilometri, passando davanti alla fontana dell’Acqua Salutari, arriva a Sella Mandrazzi e quindi al punto di partenza.