Le tre verginelle

“Narra un antica leggenda che in località Acquasanta, nel territorio del comune di Tortorici (ME), un moro aggredì tre vergini. Una delle tre morì. Le altre due, miracolate, si salvarono. Sul luogo della tragedia venne costruita una cappella al cui interno è un pozzo di acqua sulfurea. Ogni prima domenica di agosto, è meta di pellegrinaggio di donne che hanno fatto voto e che, accompagnate da tre vergini, a piedi nudi, digiune ed in numero dispari, giungono al pozzo ed enunciano la propria supplica, nella speranza che l’acqua bolla nuovamente in segno di ascolto.”

Altre fonti riportano, invece, che tre fanciulle, andate col padre nel bosco, sarebbero state massacrate a colpi di scure da uno sconosciuto, per non aver voluto cedere agli illeciti desideri di questi. Sul luogo del delitto, dopo qualche giorno, sarebbe sgorgata una fonte miracolosa, capace di curare molti mali.

Questa leggenda mi accompagna da quando ho incominciato a fare escursioni in MTB sui Nebrodi ed è una delle mete che mi sono proposto di raggiungere. Individuata la zona, grazie alle indicazioni di pastori ed alle preziose cartine IGM, segno il punto sul GPS e con alcuni amici, fidati pedalatori, organizzo un “exploring” alla ricerca della “Cappella delle tre Sante Vergini dell’Acquasanta”.

Il nostro percorso parte da Randazzo, più precisamente dal ponte sull’Alcantara. Entriamo in città dalla Porta Aragonese e, attraversato il centro storico, usciamo dalla Porta di San Martino. Percorriamo un breve tratto della SP 185, che presto lasciamo per imboccare il sentiero del Lago Gurrida, unico esempio di lago naturale ai piedi dell’Etna, luogo sereno e molto tranquillo, attrezzato per il bird watching.

Giungiamo sulle sponde del fiume Flascio e lo costeggiamo fino ad arrivare al bivio che ci dovrebbe portare alla meta. Breve, ma impegnativa salita e finalmente avvistiamo la piccola cappella rurale, circondata da un verde prato su cui placide mucche pascolano beatamente. Una breve visita all’interno, con una fugace occhiata al pozzo dove, nonostante le nostre preghiere, l’acqua non bolle!

Ci sorprende la presenza, in una stanzetta accanto a quella dell’altare, di una notevole e disparata quantità di oggetti, che devoti pellegrini lasciano in segno di ex-voto. Dopo aver consumato il nostro frugale pranzo, ci indirizziamo verso il Lago Trearie.

Raggiunto il bacino, lo costeggiamo e ce lo lasciamo alle spalle, quindi ci indirizziamo verso Floresta, attraverso portella Castagnera e Portella Mitta.

Arrivati in paese, imbocchiamo la stradina che, passando davanti al cimitero, costeggia l’Alcantara e ci conduce fino al rifugio di S.Maria del Bosco. A causa di una frana che ha travolto il sentiero principale, siamo costretti a fare una piccola deviazione con single track e sentiero abbastanza impegnativo, con continui e ripidi sali-scendi.

Arriviamo, infine, al punto di partenza: Randazzo.

Tutto il giro è lungo circa 60 Km e certamente non si può consigliare a chi ha poco allenamento e/o ai neofiti; ne sa qualcosa il nostro Leo che, finito il giro, non ha proferito parola fino al giorno dopo. Ma, a detta delle persone che mi hanno accompagnato, la bellezza dei luoghi attraversati e gli splendidi panorami che spaziano dall’Etna alle Isole Eolie (di ciò dobbiamo ringraziare la meravigliosa giornata) lo rendono uno dei più bei giri che abbiamo mai fatto.