Etna Sud – L’anello di Monte Spagnolo

Il primo tratto del nostro percorso è interamente asfaltato e, immergendosi in una bellissima pineta, passa davanti al giardino botanico Nuova Gussonea, e all’altarino di S. Giovanni Gualberto. Abbandoniamo l’asfalto e percorriamo i 4 km che su sterrato ed in salita ci portano al Rifugio Galvarina. Seguiamo, sempre in salita, la strada che svolta sulla destra e che ci porta, dopo qualche centinaio di metri, al punto più alto del nostro percorso: monte Palestro a quasi 2000 m. Iniziamo la lunga discesa, passiamo di fronte al rifugio di Poggio La Caccia, attraversiamo un bosco di betulle, sulla destra scorgiamo un “pagghiaru”, antica costruzione utilizzata come rifugio dai pastori, e facciamo una piccola sosta alla grotta di Monte Nunziata. Si continua ancora in discesa ed altra piccola sosta al rifugio di Monte Scavo. I rifugi che incontriamo sul percorso sono molto spartani, attrezzati solo con qualche tavolo, qualche panca, il camino, ma niente di più. Lasciamo il rifugio e guidiamo la bici sulla lunga discesa, oltre 9 km che, tra deserti lavici e boschi rigogliosi evitando sia i bivi verso valle che quelli verso monte, ci porta a Monte Spagnolo. Ci fermiamo a fare qualche foto alla Casermetta, imbocchiamo la strada che fa il giro del monte e prendiamo la strada del ritorno. E’ la stessa dell’andata, solo che adesso è in salita. Poco male: andiamo più lenti e possiamo ammirare il bosco nella sua veste autunnale. E’ semplicemente fantastico. Mi pare di avere visto qualche fata tra gli alberi e qualche gnomo far capolino da dietro un fungo!