La riviera dei Ciclopi

Il nostro itinerario parte dalla Villa Comunale di Acireale, il bel giardino dove si trova il gruppo statuario di Aci e Galatea e da dove è possibile godere di una splendida vista sull’Etna e sul mare. Si imbocca la SS114 e la si percorre per un lungo tratto in discesa, fino alla piccola località di Cannizzaro, da dove è possibile avere una bella visuale del Golfo di Catania che si spinge fino ad Augusta. Lasciamo la statale e, svoltando a sinistra, imbocchiamo la strada del lungomare che corre sulla cresta di una scogliera di roccia vulcanica. Si possono notare stupendi ammassi basaltici, dalle forme più diverse, formati dall’incontro tra la lava dell’Etna ed il mare. Entriamo nella cittadina di Aci Castello, così detto dalla presenza di un imponente castello costruito nel 1076 dai Normanni su uno sperone di pietra lavica a strapiombo sul mare.


Il borgo originario dell’attuale centro abitato venne fondato intorno al castello e venne ceduto dal conte normanno Ruggero ai vescovi di Catania. Intorno al 1170, venne completamente distrutto da un terribile terremoto e solo nel 1530 fu ripopolato con l’annessione dei vicini paesi di Ficarazzi e Aci Trezza.

Attraversiamo le vie di questo antico borgo di pescatori e ci trasferiamo ad Aci Trezza, il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia e nel quale venne girato il film ad esso ispirato La terra trema di Luchino Visconti e Antonio Pietrangeli. Non distante dalla Chiesa del Patrono, in base ad alcuni elementi descrittivi forniti dal Verga nei Malavoglia, è stata identificata la “casa del nespolo”, abitazione di Padron ‘Ntoni. Oggi è stato allestito un piccolo museo contenente oggetti della tradizione marinara ed una sezione fotografica dedicata al film di Luchino Visconti.

Il panorama di Aci Trezza è dominato da suggestivi faraglioni detti “Ciclopi”: otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono lanciati da Polifemo ad Ulisse durante la sua fuga. Poco distante dalla costa è situata inoltre l’Isola Lachea, identificata con l’omerica Isola delle Capre e che attualmente ospita la sede di una stazione di studi di biologia dell’Università degli Studi di Catania.

Lasciamo Aci Trezza e ci immettiamo di nuovo sulla statale per arrivare a Capo Mulini. La località è nota per i suoi num

erosi ristoranti dove si possono gustare ottimepietanze a basce di pesce fresco. Nei suoi pressi sono stati rinvenuti reperti d’età romana e si ritiene dovesse sorgere l’antica città di Xiphonia.

Percorriamo la vecchia strada per Acireale, lungo la quale incontriamo il Complesso Termale Romano di S. Venera al Pozzo, insediamento termale romano. Sul sito affiora una sorgente d’acqua sulfurea sfruttata dalle moderne terme di Acireale. Secondo la tradizione, sul luogo fu decapitata Santa Venera durante le persecuzioni romane contro i cristiani e la sua testa fu gettata dai soldati romani nel pozzo delle acque termali. Nella zona, nel 1300, fu eretta una chiesa con una statua lignea della santa, con una vasca marmorea, probabilmente di reimpiego dallo stesso sito archeologico.

Tornando sulla SS114 e continuando in direzione di Acireale, poco prima di arrivare a sinistra possiamo visitare la piccola borgata di Santa Caterina. L’abitato si sviluppa in posizione panoramica a picco sul mare ed è conosciuto per la sua piazzetta sulla Timpa, parete basaltica a strapiombo sul mare, alta fino a 80 m, affacciata sullo Ionio e sulla costa orientale sicula.